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TEORIA E CALCOLO MATEMATICO DEI RITARDI
Ferruccio Aldo Samaritani
Anno pubblicazione 1937
INTRODUZIONE
Lo scopo di questo
lavoro non è di incoraggiare, né di deprimere, la passione per il gioco
del lotto, il quale, come ogni altro gioco in cui il rischio sia
associato al miraggio di un guadagno, non importa se facile o difficile,
è radicato nella massa in modo che nessuno potrebbe, in alcun caso,
scalfirne le basi.
Questo lavoro trova
invece la sua essenziale giustificazione nel fatto che molti
appassionati giocatori, e specialmente i sistematici, hanno fondato il
loro sistema sui ritardi delle diverse combinazioni di gioco, per cui si
rende necessario conoscere il comportamento delle combinazioni stesse
con il succedersi delle estrazioni bisettimanali, e, in principal modo,
i grandi e i massimi ritardi verificatisi a partire da una certa epoca.
Ed invero il
ragionamento che viene fatto, per tale sistema di gioco, non è privo di
una certa logica consistenza; si pensa infatti che ogni numero od ogni
combinazione di gioco, per quanto in ritardo, ed anzi più in ritardo
essa sia, dovrà pur finire con l’uscire di nuovo dall’urna, e si sa che
nel periodo di 30, 40 o 50 anni, e dopo il ripetersi di migliaia di
estrazioni e di casi consimili, mai, o raramente, si è verificato un
ritardo superiore ad un certo limite: se quindi, in un dato momento, il
ritardo nel sorteggio di una combinazione si approssima al limite
anzidetto, si vogliono avere fondate speranze che il limite stesso non
verrà superato e, di qui, l’impostazione del gioco basato sul sorteggio
a breve scadenza.
In altri termini, anche
per il gioco del lotto, si tende a fare tesoro dell’esperienza del
passato e si vuole che la storia sia maestra per l’avvenire.
Non mancano gli studi,
le memorie e le pubblicazioni intese a rintracciare e a far conoscere i
maggiori ritardi e le combinazioni verificatesi dalla origine del gioco,
nel corso del tempo, e fino ai giorni nostri; ciò è stato ottenuto con
improbo lavoro di indagine statistica da una schiera di cultori della
numerica lottistica; e i risultati acquisiti, di pubblico dominio, sono
ormai da tenere solamente aggiornati, quando non si vogliano
intraprendere, ex novo, ulteriori indagini su combinazioni o
raggruppamenti numerici non ancora considerati. Nessuno attenda da
questo modesto lavoro alcunché di nuovo nel campo dell’indagine
statistica; lo scopo che mi sono prefisso non è la ricerca dei ritardi
con il metodo usuale di osservazione delle estrazioni arretrate, bensì
quello di studiare i ritardi con metodo rigorosamente matematico, in
base ad analisi fondata esclusivamente sulla teoria delle probabilità.
Studio teorico quindi,
con risultati assolutamente astratti, per l’accertamento di fatti non
già effettivamente verificatisi, ma che avrebbero dovuto succedere in
conformità della legge di probabilità.
Si verificherà spesso
che i risultati ottenuti con la indagine statistica siano prossimi o
relativamente poco diversi da quelli conseguiti teoricamente; altre
volte invece potranno essere sensibilmente ed anche notevolmente
differenti, in eccesso o in difetto.
Bisogna osservare, al
riguardo, che con l’indagine statistica si accertano fatti concreti,
effettivamente successi, in circostanze di luogo e di tempo ben
determinate, ma con risultati alle volte disparati e non sempre
uniformi: con l’indagine matematica invece si stabiliscono risultati
astratti e indeterminati nel luogo e nel tempo, ma ben precisi, unici e
inequivocabili nella loro essenza e valevoli non solo per il gioco
italiano ma pure per le altre nazioni in cui viene praticato il gioco
del lotto.
I due metodi
evidentemente si integrano a vicenda, ma quando esista una notevole
disparità nei risultati ottenuti, allora bisogna dare la preferenza al
metodo matematico, come quello sul quale non è possibile ammettere
alcuna eccezione, il quale metodo poi si impone allorquando si debbano
considerare combinazioni di gioco per le quali non si sia fatta alcuna
indagine statistica o si abbiano fondati motivi per ritenere che le
indagini esperite non siano complete o esatte.
Comunque ora non
trattasi di stabilire a quale dei due metodi si debba dare la
preferenza, bensì di dimostrare come, con l’ausilio di considerazioni
puramente scientifiche, sia possibile stabilire e calcolare il ritardo
nel sorteggio delle combinazioni di gioco, che tanto interessa i cultori
e gli amatori del lotto.
Sennonché si presenta la
difficoltà del come rendere accessibile, se non comprensibile, alla
generalità dei lettori una materia necessariamente ostica e astrusa, con
formule algebriche e sviluppi matematici complessi, per la comprensione
dei quali occorrono cognizioni scientifiche superiori a quelle in
possesso della maggioranza.
La difficoltà verrà
affrontata riportando prima, in forma più possibile piana e volgare,
tutte le notizie e spiegazioni delle cose indispensabili per la
esponenda teoria dei ritardi, e poi riportando, per tutti i casi e
combinazioni di gioco che verranno esaminati, gli elementi necessari per
stabilire le formule risolutive, con tutte le opportune delucidazioni,
onde mettere il lettore intelligente sulla via di intuire, se non di
comprendere esattamente, il processo mentale e matematico che ha portato
alle diverse soluzioni.
Non quindi dimostrazioni
generiche e astratte, ma esposizione di fatti ed esempi concreti, che
possano venire facilmente generalizzati, in modo che il lettore stesso,
con il suo acume, e con la sua perspicacia sia poi in grado di risolvere
altri problemi analoghi, il che è il reale scopo di questo lavoro.
Per quanti
considereranno il presente studio come se fosse scritto in sanscrito,
non resterà che accettarne, puramente e semplicemente, le conclusioni e
i risultati, come del resto accettano ciecamente anche i risultati della
indagine statistica, con il vantaggio di aggiungere ai risultati pratici
anche quelli della teoria.
A quelli invece, tra i
lettori, che saranno in grado non solo di comprendere, ma di valutare
con piena cognizione di causa la portata del presente lavoro, chiedo
venia per le eventuali improprietà di linguaggio matematico ed altre
involontarie manchevolezze imposte, per lo più, dalla necessità di
rendere popolare l’esposizione di una materia non facile e generalmente
poco piacevole.
Confido nel buon
accoglimento dell’opera, e sarò pago della fatica compiuta se, oltre lo
scopo specifico del lavoro stesso, avrò pure raggiunto quello di
volgarizzare una importante branca della matematica, quale è la teoria
delle probabilità, per modo che il lettore sia invogliato ad
intraprenderne lo studio matematico unitamente alle discipline della
scienza esatta che alla teoria delle probabilità sono connesse.
Capitolo I
Definizioni e denominazioni
Vengono riportate in
questo capitolo le più usuali definizioni e denominazioni ricorrenti nel
corso del lavoro, e ciò a scopo di semplificazione e per mettere il
lettore in condizioni di avere una esatta e precisa cognizione dei
termini che verranno adoperati e del relativo significato
1. DEL RITARDO
Ritardo Cronologico
(abbr. "RC") delle
combinazioni. - Per ritardo nel sorteggio di un numero, o di una
combinazione di gioco, si intende lo spazio di tempo o il numero di
estrazioni intercorrenti tra una estrazione di quel numero, o di quella
combinazione, e quella immediatamente successiva.
Un numero è in ritardo
di 30 estrazioni o un ambo è in ritardo di 200 estrazioni quando
rispettivamente da 30 o da 200 estrazioni non sono stati sorteggiati. I
ritardi si distinguono come appresso spieghiamo:
Ritardo Naturale (abbr.
"RN"). - E’ quello che
dovrebbe valutarsi in via tutt’affatto naturale, se i numeri o le
combinazioni dovessero uscire dall’urna secondo la serie naturale dei
numeri o delle combinazioni.
Il ritardo naturale di
un numero come estratto semplice in una ruota è di 18 estrazioni perché
se i numeri dovessero sorteggiarsi secondo l’ordine naturale, la prima
estrazione conterrebbe i numeri 1-2-3-4-5, la seconda 6-7-8-9-10 e così
via di seguito fino al novantesimo, per ricominciare poi daccapo, lo
spazio o la distanza intercorrente tra una estrazione e l’altra di uno
stesso numero risulterebbe appunto di 18 estrazioni.
Il ritardo naturale
nell’estrazione di un ambo, per una ruota, è di 400,5 estrazioni perché
gli ambi che possono comporsi con i 90 numeri sono 4005 e ad ogni prova,
in una ruota, se ne estraggono 10: quindi se si disponessero 10 a 10
nella loro serie naturale, lo spazio tra i sorteggi successivi di uno
stesso ambo risulterebbe di 400,5 estrazioni. Per tutte le ruote il
ritardo naturale di un ambo è invece di 40 estrazioni poiché ad ogni
prova vengono estratti 100 ambi (10 ambi x 10 ruote).
Ciò vale sempre quando
la combinazione di gioco che si considera ammetta un’unica estrazione in
quella completa di 5 numeri.
In ogni caso, tuttavia,
e quindi anche quando possono aversi estrazioni multiple, il ritardo
naturale è uguale all’inverso della probabilità di estrazione, come
vedremo meglio in seguito. Se quindi, di una data combinazione di gioco,
verrà stabilito che la probabilità di estrazione è, supponiamo, di
18/90, il ritardo naturale risulterà di 90/18 = 5 estrazioni.
Ritardo normale (abbr.
"Rn"). - Siccome i
numeri, nelle successive estrazioni, non vengono estratti secondo la
loro serie naturale, ma casualmente, il ché costituisce precisamente la
caratteristica del gioco del lotto, così avviene che nel corso delle
estrazioni alcuni numeri escono con frequenza, mentre altri debbono
avere, necessariamente, un ritardo superiore al naturale.
Dicesi normale il
ritardo che si manifesta con frequenza del tutto normale,
e, per meglio spiegarne il concetto, si immagini di prendere in
considerazione un centinaio di estrazioni complete di 5 numeri,
consecutive di una stessa ruota, e di depennare, via via, i 90 numeri
che mano a mano si presentano secondo l’ordine della loro successiva
estrazione.
Dopo la prima estrazione
saranno stati depennati sicuramente 5 numeri; dopo la seconda, in
generale ne saranno stati depennati altri 5, ma eventualmente anche solo
4 o meno, con la ripetizione di uno o più numeri della precedente
estrazione; via via che si procede aumenta sempre più la possibilità di
dover depennare numeri già estratti in precedenza, e quindi diminuisce
quella di veder sortire numeri "nuovi"; si arriverà così alla 50^
estrazione in cui saranno da depennare ancora 4 numeri e, via via, si
arriverà al momento in cui rimarrà un ultimo numero da depennare, il
quale, a sua volta, verrà depennato supponiamo alla 78^ estrazione. Se
tutto questo sarà avvenuto in via normale, e senza alcuna eccezione,
diremo che il ritardo normale, per l’estrazione semplice di un numero in
una ruota, è approssimativamente di 78 estrazioni. Il ritardo normale
può quindi essere definito come il valore medio del ritardo che si
manifesta nel sorteggio dell’ultimo numero rimasto scoperto, a partire
da un’estrazione qualsiasi, se l’operazione suddetta dovesse
ripetersi un grandissimo numero di volte con differenti serie di
estrazioni.
Ora, si è parlato solo
del ritardo normale di un numero, ma il ragionamento vale anche per
qualsiasi altra combinazione ed in seguito si vedrà come sia possibile
calcolarlo matematicamente ed in via assoluta.
Limiti di variabilità
del ritardo normale. - Stabilito cosa si debba intendere per ritardo normale, e riferendoci
all’esempio precedente, è facile pensare che prima di arrivare alla 78^
estrazione i numeri da depennare, in un dato momento, erano due invece
di uno, e che l’ultimo è rimasto tale a partire supponiamo dalla 70^
estrazione. Se tutto è avvenuto normalmente, è altrettanto facile
pensare che fra i valori 70 e 78 c’è un limite al di sotto del quale è
più probabile che i numeri da depennare fossero due e al di sopra uno;
diremo allora che tale limite, ad esempio 73, è il limite inferiore
di variabilità del ritardo normale. Parimenti il limite superiore si
può definire quello al di sotto del quale è più probabile che i numeri
da depennare siano uno, e al di sopra che non vi sia più alcun numero da
depennare, per esempio 89. I limiti di variabilità del ritardo
normale sarebbero quindi, nel caso in esame, da 73 ad 89.
Anche questi limiti,
entro cui cioè può variare il ritardo normale, senza strappo per la
legge di probabilità, possono venire matematicamente calcolati come
vedremo in seguito.
Ritardo vero e proprio -
Ritardo massimo - Buon ritardo. - Oltrepassato il limite superiore di variabilità del ritardo normale
comincia il vero e proprio ritardo nel sorteggio dei numeri e delle
combinazioni. Finché il ritardo è contenuto nei limiti del ritardo
normale, il ritardo stesso non ha niente di eccezionale, ed anzi
risponde alla legge di probabilità; l’eccezionalità comincia dopo
l’anzidetto limite superiore, ed evidentemente sarà tanto maggiore
quanto maggiore sarà il distanziamento dal limite stesso. Quello, tra
tutti i ritardi riscontrati superiori al ritardo normale, che avrà
praticamente raggiunto il più alto valore sarà il ritardo massimo
riscontrato per la combinazione considerata. Ora bisogna osservare che
il ritardo massimo, a differenza del ritardo normale, non ha, e non può
mai avere, un valore assoluto, ma è sempre relativo al tempo o al numero
di estrazioni prese in esame. Ed infatti è intuitivo che il ritardo
massimo riscontrabile prendendo in esame le estrazioni supponiamo degli
ultimi 50 anni, possa e debba avere un valore superiore a quello che
verrà riscontrato nel periodo dei soli ultimi 10 anni; com’è altrettanto
intuitivo che qualunque ritardo massimo riscontrato con le estrazioni
del passato possa essere superato nelle estrazioni future.
Ogni ritardo quindi,
superiore al normale, ha una propria valenza connessa ad un certo
numero di estrazioni, tanto maggiore quanto maggiore è il numero di
estrazioni stesse. Ognuno può scegliere la valenza che più gli aggrada e
stabilire che sia un buon ritardo quello che si verifica a
partire da un certo limite, salvo naturalmente la maggiore o minore
probabilità che il limite sia superato secondo la valenza adottata. In
seguito il ritardo massimo delle combinazioni verrà calcolato in base
alle estrazioni avvenute dal 1° Gennaio 1871 a tutto il 2002, con
l’avvertenza che tali estrazioni dal 1871 verranno considerate non come
se fossero cominciate in quell’epoca, ma come se fossero il seguito di
estrazioni antecedenti, cui avessero trovato riferimento per il calcolo
dei ritardi. Nel periodo anzidetto si ebbero 173 estrazioni su 7 ruote,
3400 estrazioni per 8 ruote e 3632 estrazioni per 10 ruote, per un
totale di 7205 estrazioni complete di 5 numeri, quindi un totale che
assomma a 865 estratti su ogni ruota nel periodo a 7 compartimenti,
17.000 su ogni ruota nel periodo ad 8, e 18.160 su ogni ruota nel
periodo a 10 compartimenti. La somma dei vari totali è di 323.655
estratti, cui bisogna detrarre 605 estratti per i salti su varie ruote
dovuti al periodo bellico e ad un’estrazione completa non effettuata nel
1961. Esattamente quindi, nella storia delle estrazioni del lotto, nel
periodo compreso tra il 1° Gennaio 1871 ed il 31 Dicembre 2002, sono
stati estratti un totale di 323.050 numeri.
2. DELLA PROBABILITA’
La ricerca esatta della
probabilità favorevole o contraria di una data combinazione è essenziale
per il calcolo matematico dei ritardi.
Nella impossibilità di
sviluppare un trattato, come sarebbe necessario data la complessità dei
casi che verranno esaminati, ci limiteremo, in questo paragrafo, a dire
quel tanto che si ritiene assolutamente indispensabile, contenendo la
esemplificazione ai casi di cui dovremo occuparci in seguito.
La probabilità può
essere semplice o composta: è semplice quando si riferisce ad un’unica estrazione completa
di 5 numeri; è composta quando si riferisce ad una serie di due o
più estrazioni complete e consecutive. Ci si può chiedere infatti:
qual è la probabilità di estrarre un ambo nell’estrazione di 5 numeri?
E’ un caso di probabilità semplice. Se invece ci si chiede qual è la
probabilità che lo stesso ambo non sia estratto in 10 estrazioni
consecutive?, si tratta di un caso di probabilità composta.
Si sono manifestati
subito i concetti contrari di ESTRAZIONE e di NON ESTRAZIONE
di una data combinazione, perché il concetto negativo, per la ricerca
matematica dei ritardi, ha un valore preponderante; ed infatti il
ritardo nel sorteggio di una combinazione non è che una serie di
estrazioni negative, nelle quali cioè la combinazione NON è stata
sorteggiata.
Ora se la probabilità di
estrarre una data combinazione è, supponiamo, di 15/80, la probabilità
di non estrarla è il complemento all’unità e cioè 65/80, ed infatti se
15 su 80 sono le probabilità che si verifichi un dato fatto, 65 su 80
saranno quelle che non si verifichi.
Probabilità semplice. -
La probabilità di un dato avvenimento viene in ogni caso definita come
il rapporto tra il numero di casi favorevoli, al verificarsi di
quell’avvenimento, e il numero di tutti i casi egualmente possibili. E’,
questo, un principio di ordine assoluto che bisognerà tenere sempre ben
presente per la ricerca della probabilità, specie nei casi complessi, in
cui ogni altra considerazione, intesa alla stessa ricerca, può fuorviare
e portare a risultati non esatti. Quando invece di un dato avvenimento
si saranno stabiliti tutti i casi possibili e, tra questi, si saprà
quanti sono quelli favorevoli senza pericolo di errore, la probabilità
sarà data dal rapporto fra il secondo ed il primo valore. Alcuni esempi
pratici chiariranno il concetto di probabilità ed il modo di effettuarne
il calcolo come sopra indicato. Si voglia conoscere la probabilità di
estrazione di un numero come 1° estratto in una ruota. E’ il caso più
semplice che possa presentarsi, ed il ragionamento da seguire è
elementare: i casi possibili sono 90 in quanto tutti i 90 numeri hanno
la stessa probabilità di sortire per primi; i casi favorevoli sono uno e
cioè quello di estrarre il numero dato, e quindi, senza possibilità di
errore, la probabilità favorevole cercata è 1/90. Si voglia conoscere la
probabilità di fare ambo in una ruota. Il ragionamento che comunemente
viene fatto è il seguente: con 90 numeri si possono comporre 4005 ambi
ed ogni volta, su una ruota, se ne estraggono 10 perché tanti se ne
compongono con i 5 numeri estratti, quindi la probabilità è 10/4005 =
1/400,5. Il ragionamento è esatto ma quanti sono i casi possibili e
quanti quelli favorevoli? I casi favorevoli sono solo quelli in cui
figura l’ambo che si gioca e, quasi certamente, nessuno dei 10 di cui
sopra sarà quello giocato.
Il ragionamento che
bisognerebbe fare invece, con la sicurezza di non incorrere in errore, è
il seguente: ogni volta, in una ruota, viene estratta una cinquina; con
90 numeri si possono formare 43.949.268 cinquine (numero di casi
possibili) e tra queste 109.736 contengono l’ambo giocato (numero di
casi favorevoli che è dato da tutti i terni che si formano con 88
numeri, escludendo ovviamente i due numeri dell’ambo), e quindi la
probabilità cercata è 109.736/43.949.268 uguale a 10/4005 come può
facilmente verificarsi. I risultati, in questo caso, coincidono, ma si
insiste sulla opportunità di considerare sempre e comunque i casi
possibili e quelli favorevoli perché esistono reali possibilità di
errore, come dimostreremo con il successivo esempio.
Si voglia conoscere la
probabilità contraria di un ambo su 4 numeri giocati su una ruota. Il
ragionamento più semplice è questo: se giocando un ambo si hanno 10/4005
probabilità di estrarlo, giocandone 6 (tanti ne contiene una quartina)
si avranno 60/4005 probabilità di estrarne uno, e quindi la probabilità
di non estrarne alcuno sarà di 3945/4005. Ecco che, pur con un
ragionamento tanto semplice ed apparentemente inoppugnabile, si è caduti
in un errore che sarebbe stato evitato se si fossero considerati tutti i
casi possibili ed i casi favorevoli. Infatti con 90 numeri si formano
43.949.268 cinquine divise come segue:
senza alcuno
dei 4 numeri dati : 34.826.302
con uno solo
dei 4 numeri dati : 8.494.220
con due dei
4 numeri dati : 614.040
con tre dei
4 numeri dati : 14.620
con tutti i
4 numeri dati : 86
TOTALI : 43.949.268
Ora, i casi favorevoli alla non
estrazione di un ambo sono evidentemente i due primi valori che hanno per somma
43.320.522 e quindi la probabilità cercata è 43.320.522/43.949.268 vale a dire
3948/4005, valore evidentemente superiore a 3945/4005.
In questo caso la differenza è
lieve, sufficiente tuttavia per stabilire una mancanza di identità, ma se la
probabilità di non estrarre un ambo, anziché su 4, si fosse cercata su 10 o 20
numeri, allora sarebbe stata rilevante e tutt’altro che trascurabile. Da questo
semplice esempio si evince che l’esattezza nell’impostazione iniziale del
problema è indispensabile per la ricerca matematica dei ritardi.
La ragione dell’anzidetta
differenza va’ ricercata nel fatto che il rapporto 60/4005 non rappresenta la
probabilità di estrarre un ambo su 4 numeri giocati, probabilità che è invece
rappresentata dal rapporto 628.746/43.949.268 in cui i 628.746 casi favorevoli
sono dati dalla somma degli ultimi tre valori della distinta di cui sopra.
Ma tali valori rappresentano
cinquine di cui 614.040 sono con l’estrazione semplice di un ambo, 14.620 con
l’estrazione multipla di 3 ambi ed 86 con l’estrazione di tutti i 6 ambi che si
possono comporre con i 4 numeri dati.
Il totale degli ambi è dato
perciò da:
614.040
x 1 = 614.040
14.620
x 3 = 43.860
86 x
6 = 516
TOTALE = 658.416
Nel complesso di tutte le
cinquine che si compongono con 90 numeri, si ha pertanto un totale di 658.416
ambi, e se si considerano le cinquine come estrazioni diverse e successive,
occorrerebbe giocare 43.949.268 volte per vincere sicuramente 658.416 ambi.
Perché il gioco sia equo la
spesa delle giocate dev’essere perfettamente compensata dalla vincita degli
ambi, il ché vuol dire che ogni ambo dovrebbe essere pagato in ragione di
43.949.268/658.416 (cioè 66.75) la posta giocata, o anche che i numeri 658.416 e
43.949.268 stanno fra di loro come la posta giocata e quella pagata per la
vincita di un ambo.
Il rapporto 658.416/43.949.268
verrà perciò definito come il rapporto equitativo del gioco in
esame. Ma tale rapporto è perfettamente uguale a 60/4005, come si può facilmente
verificare, e quindi 60/4005 non rappresenta la probabilità di estrarre un ambo
su 4 numeri giocati, ma rappresenta invece il rapporto equitativo del gioco in
considerazione.
Riportiamo un ultimo esempio per
dimostrare, qualora ve ne fosse bisogno, la necessità di rintracciare i casi
possibili ed i casi favorevoli.
Si voglia conoscere la
probabilità di non estrarre un ambo, in una ruota, nei seguenti due gruppi di
tre ambi:
1° gruppo: 1-2 1-3 2-3
2° gruppo: 1-2 3-4 5-6
Con ragionamento semplicista si
dovrebbe ammettere che trattandosi, in ogni caso, di giocare tre ambi in una
ruota, la probabilità di estrarre, e quindi anche di non estrarre, un ambo
qualsiasi dei due gruppi, è identica. A priori invece si può riconoscere che una
diversità nel comportamento dei due gruppi deve sussistere, dato che gli ambi
del primo gruppo hanno le possibilità di essere sorteggiati tutti e tre
contemporaneamente, mentre quelli del 2° gruppo non potranno mai uscire
contemporaneamente, ed uno dei tre, perlomeno, sarà sempre sacrificato. Ma in
quale misura è la diversità di comportamento dei due gruppi? Per determinarla
bisogna necessariamente ricorrere alla ricerca dei casi possibili e dei casi
favorevoli, per il primo gruppo come per l’altro. Per il primo gruppo le
combinazioni che possono farsi con i 90 numeri a 5 a 5, e cioè le cinquine, che
abbiamo detto essere in numero di 43.949.268, si dividono come appresso:
a) Senza alcuno dei numeri
1-2-3: 36.949.857
b) Con uno solo dei numeri
1-2-3: 6.677.685
c) Con due dei numeri 1-2-3:
317.985
d) Con tutti e tre i numeri
1-2-3: 3.741
TOTALI: 43.949.268
e quindi la probabilità di non
fare alcuno dei tre ambi del primo gruppo è 43.627.542/43.949.268, essendo i
casi favorevoli rappresentati dalla somma dei due valori "a" e "b".
Per il 2° gruppo le stesse
combinazioni si dividono come segue:
e) Senza alcuno dei numeri
1-2-3-4-5-6: 30.872.016
f) Con uno solo dei numeri
1-2-3-4-5-6: 11.577.006
g) Con due dei numeri
1-2-3-4-5-6: 1.429.260
h) Con tre dei numeri
1-2-3-4-5-6: 69.720
i) Con quattro dei numeri
1-2-3-4-5-6: 1.260
l) Con cinque dei numeri
1-2-3-4-5-6 6
TOTALI: 43.949.268
Ora i casi sfavorevoli sono dati
dalle seguenti combinazioni:
Combinazioni di cui alla
lettera...............................e) 30.872.016
Combinazioni di cui alla
lettera...............................f) 11.577.006
4/5 delle combinazioni di cui
alla lettera..................g) 1.143.408
2/5 delle combinazioni di cui
alla lettera..................h) 27.888
TOTALI 43.620.318
e quindi, in questo caso, la
probabilità di non fare alcuno dei tre ambi del 2° gruppo è data da
43.620.318/43.949.268 leggermente inferiore a quella del 1° gruppo, come era da
prevedersi.
La differenza è piccola, ma
esiste, e stabilisce che le combinazioni di sorteggiare un ambo del 2° gruppo
sono più numerose di quelle del 1° gruppo, in dipendenza della diversità delle
combinazioni multiple che, nel 1° gruppo, consentono l’estrazione anche di tutti
e tre gli ambi, mentre nel 2°, al massimo, ne verranno sorteggiati due. Anche
qui, se invece di tre ambi, si fosse trattato di 10, 20 o 30, più o meno, per
così dire, compatibili, la differenza nella probabilità sarebbe stata rilevante
e tutt’altro che trascurabile. Perché il lettore non sia indotto a cadere in
equivoco e ritenere che sia economicamente più conveniente giocare il 2° gruppo
di 3 ambi invece del 1°, è bene chiarire ulteriormente i concetti di estrazione
e di non estrazione di una combinazione nei riguardi del concetto di rapporto
equitativo che ha valore assoluto.
Nel caso in esame, le
possibilità di sorteggiare un ambo sono differenti nei due gruppi di tre ambi,
ma il rapporto equitativo è perfettamente uguale nel 1° gruppo, come nel 2°.
Infatti tale rapporto è dato dal
numero totale degli ambi contenuti nelle relative cinquine, rapportato al numero
complessivo delle cinquine stesse. Se quindi il numero degli ambi risulterà
uguale per i due gruppi, allo stesso modo risulterà uguale il rapporto
equitativo.
Ora, per il 1° gruppo gli ambi
risultano come segue:
Combinazioni di cui alla
lettera...............................c) 317.985
3 volte le combinazioni di cui
alla lettera.................d) 11.223
TOTALE DEGLI AMBI 329.208
e per il 2° gruppo:
1/5 delle combinazioni di cui
alla lettera..................g) 285.852
3/5 delle combinazioni di cui
alla lettera..................h) 41.832
6/5 delle combinazioni di cui
alla lettera...................i) 1.512
2 volte le combinazioni di cui
alla lettera..........…....l) 12
TOTALE DEGLI AMBI 329.208
i coefficienti 1/5, 3/5, 6/5 e 2
indicano la quarta parte degli ambi contenuti nelle relative cinquine, ed
infatti solo 1/5 delle cinquine con due dei numeri 1-2-3-4-5-6 contengono uno
dei tre ambi, e così per gli altri coefficienti.
Il rapporto equitativo risulta
pertanto uguale a 329.208/43.949.268 per ognuno dei due gruppi, mentre la
probabilità di sorteggiare un ambo sono diverse, in dipendenza del diverso
numero di cinquine con combinazioni multiple.
Si nota anche qui che la
frazione 329.208/43.949.268 è matematicamente uguale a 30/4005, come si può
facilmente verificare, e cioè è uguale al rapporto equitativo, così come può
essere stabilito con il ragionamento semplicista che comunemente viene fatto.
Chiarito così il significato di
rapporto equitativo della probabilità di sorteggiare e di non sorteggiare una
data combinazione di gioco, sembra che su tale argomento non vi sia altro da
aggiungere; gli esempi riportati appaiono sufficienti per le analoghe
determinazioni del rapporto equitativo e delle probabilità di estrazione e di
non estrazione in tutti i casi di cui dovremo occuparci in seguito.
Probabilità composta.
- Anche la probabilità composta non è che il rapporto tra il numero di casi
favorevoli ed il numero di tutti i casi possibili. La differenza stà nel fatto
che, conosciuta la probabilità semplice di una data combinazione, la probabilità
composta si ottiene molto facilmente moltiplicando per se stessa la probabilità
semplice tante volte quante sono le estrazioni per cui si chiede la probabilità
composta stessa.
A chiarimento viene riportato il
seguente esempio: si voglia conoscere la probabilità che in due estrazioni
consecutive non venga estratto un numero pari come 1° estratto in una ruota.
I casi possibili sono 4 e cioè:
nella 1^ e nella 2^ estrazione si estraggono numeri pari; nella prima si estrae
un numero pari e nella 2^ un numero dispari; nella 1^ un numero dispari e nella
2^ un numero pari; nella 1^ e nella 2^ due numeri dispari. Dei quattro casi
possibili solo l’ultimo è favorevole al quesito impostato e quindi la
probabilità cercata è uguale ad 1/4. Ma la probabilità semplice di non estrarre
un numero pari è uguale a 1/2, e 1/4 è precisamente uguale a 1/2 x 1/2.
Se invece di 2 estrazioni se ne
volessero considerare 3, con ragionamento analogo si troverebbe che la
probabilità composta è uguale a 1/2 x 1/2 x 1/2 = (1/2)3 = 1/8, e
risalendo dal caso specifico al generale si può dire che se a/b è la
probabilità semplice che una data combinazione non sia estratta in una
estrazione, la probabilità composta che la stessa combinazione non sia estratta
in n estrazioni è uguale a: (a/b)n.
Questa espressione esponenziale
ha una grande importanza per il calcolo matematico dei ritardi, anzi si può dire
che essa rappresenta la base sulla quale viene fondato il calcolo stesso.
Vedremo in seguito come, per il
suo calcolo numerico, sia necessaria la conoscenza del calcolo logaritmico, del
resto molto semplice, trattandosi di espressione elementare affatto complessa.
Agli effetti di questa
trattazione la probabilità composta è stata definita solo in funzione di un
certo numero di estrazioni negative al verificarsi di una data combinazione, ma
questo non è che un caso particolare, avendo la probabilità composta un
significato assai più ampio e generale, che però ora non è il caso di
approfondire.
3. DELLE COMBINAZIONI DI
GIOCO
Le combinazioni
elementari che interessano chi ha fondato o vuol fondare il sistema di
gioco sui ritardi sono tre: estratto semplice, estratto determinato ed
ambo. Con il regolamento di gioco attualmente in uso non è più possibile
puntare sulla sorte di estratto determinato, ma vengono comunque
riportati i dati relativi a questa sorte per dovere di completezza di
informazione.
Per ognuna di tali
combinazioni elementari, e dei molteplici raggruppamenti numerici con
cui sono spesso associate, le estrazioni eseguite nel passato sono state
in numero sufficiente da consentire il ripetersi, molte volte, del
sorteggio delle combinazioni stesse, e quindi è stato possibile, nella
molteplicità dei casi avvenuti, di rintracciare non solo il ritardo
normale, ma ciò che più interessa, i ritardi eccezionali o i grandi ed i
massimi ritardi.
Se si considerano invece
i terni, o peggio le quaterne, le estrazioni avvenute nel passato sono
ancora ben lontane dall’avere sorteggiato, una volta sola, tutti i terni
e le quaterne che si possono comporre con i 90 numeri, e quindi,
mediante l’indagine statistica nessuna utile indicazione è possibile
attendersi per tali combinazioni. L’indagine con il metodo matematico
invece, che prescinde dai risultati pratici e stabilisce solo dei
risultati astratti e teorici, può benissimo essere estesa anche ai terni
ed alle quaterne, ma in questo studio viene limitata alle combinazioni
elementari anzidette, come quelle che offrono la possibilità di
confrontare i risultati ottenuti con i due metodi, teorico e pratico.
Estratto semplice.
- L’estratto semplice è una combinazione di gioco che si presta, per sé
stessa, ad essere giocata solo su ruota determinata, una o più, e non su
Tutte. Chiaramente, i dati che in seguito vengono riportati riguardanti
il ritardo su Tutte dell’estratto semplice hanno la loro validità, anche
pratica come vedremo.
Agli effetti della
ricerca matematica dei ritardi c’è differenza tra una ruota specifica ed
una qualsiasi delle dieci ruote, perché il campo dell’indagine, nel 2°
caso, è 10 volte maggiore che nel primo. Quando poi un gioco qualsiasi
viene fatto in Tutte le ruote, bisogna immaginare che il gioco stesso
sia fatto in un’unica ruota cumulativa, nella quale ogni estrazione ne
rappresenta 10, e quindi i ritardi teorici per Tutte le ruote, in questa
come per tutte le altre combinazioni di gioco, sono la decime parte di
quelli che risulteranno dal calcolo per una qualsiasi delle 10 ruote.
Se per esempio verrà
stabilito che il ritardo massimo di una data combinazione, per una
qualsiasi delle dieci ruote, è supponiamo di 220 estrazioni, il ritardo
massimo per Tutte le ruote risulterà allora di 220/10 = 22 estrazioni.
Il gioco di estratto semplice può essere fatto, oltre che per se stesso,
anche con raggruppamenti vari (consecutivi, simmetrici, vertibili,
sincroni etc.).
Estratto determinato.
- Anche il gioco di estratto determinato si presta (si prestava, dato
che non esiste più) ad essere fatto in una ruota specifica o in una
qualsiasi delle dieci ruote, o su Tutte.
Quando il gioco è
riferito ad una ruota determinata o a Tutte le ruote, si hanno 5 campi
nei quali può essere sviluppato e cioè il 1°-2°-3°-4°-5° estratto;
quando invece viene fatto in una qualsiasi delle dieci ruote, i campi
sono 50 e cioè tanti quanti sono gli estratti determinati delle dieci
ruote.
Per il calcolo dei
ritardi il maggiore numero dei campi comporta un maggiore numero di casi
attraverso i quali l’indagine va fatta, e quindi sin d’ora, stabilirsi a
priori, che i risultati ottenibili dal gioco fatto in una qualsiasi
delle dieci ruote, saranno sempre superiori a quelli di una ruota
determinata. Per il gioco in Tutte le ruote si è già detto che i ritardi
sono la decima parte di quelli calcolati per una qualsiasi delle dieci
ruote. Trattandosi di una combinazione di gioco più difficilmente
sorteggiabile dell’estratto semplice, e quindi a più alto premio
unitario, è ovvio che tutti i raggruppamenti considerati per l’estratto
semplice, trovano impiego anche nell’estratto determinato, ed in più il
gioco si presta utilmente anche nei raggruppamenti di 8 e più numeri.
Combinazione di ambo.
- Dopo quanto è stato detto dell’estratto semplice e dell’estratto
determinato, poco rimane da dire circa questa ben conosciuta e popolare
combinazione di gioco, che si fa non più per l’estrazione di un numero,
ma per l’estrazione contemporanea di due numeri prescelti. Essendo, per
tale coincidenza, notevolmente accresciute le difficoltà del sorteggio,
o meglio le probabilità del non sorteggio, è ovvio che tutti i
raggruppamenti numerici valevoli per l’estratto semplice e per
l’estratto determinato, possono trovare applicazione anche per l’ambo il
quale in più può essere associato anche alle combinazioni in terzina,
quartina, cinquina e così via. Si richiama l’attenzione del lettore che
in alcune combinazioni non trattiamo più di raggruppamenti organici od
armonici, ma si passa nel campo dei numeri "qualsiasi", il ché aumenta a
dismisura il numero dei casi da prendersi in considerazione per la
ricerca matematica dei ritardi, come si vedrà nella 2^ parte del
presente studio.
1. TEORIA DEI RITARDI
Considerazioni generali.
Equazione risolutiva. -
Nel 1° paragrafo del precedente capitolo abbiamo sufficientemente
parlato del ritardo delle combinazioni nelle sue diverse manifestazioni
di ritardo normale, eccezionali e massimo, ed il lettore deve averne ora
una cognizione discreta.
Parlando poi della
probabilità composta si è accennato alla grande importanza che, per il
calcolo matematico dei ritardi, ha l’espressione esponenziale (a/b)n
che stabilisce la probabilità che una data combinazione non sia
estratta, cioè ritardi, dopo n estrazioni, se a/b
è la probabilità semplice che la stessa combinazione non sia estratta in
una estrazione.
Ora, come si noterà,
l’espressione suddetta dà la probabilità in funzione del numero n
delle estrazioni negative, o del ritardo; se quindi è possibile, con
altre considerazioni, stabilire un’altra espressione che indichi
ugualmente la probabilità della mancata estrazione della data
combinazione, uguagliando i due valori e risolvendo l’equazione che
viene a stabilirsi, si ottiene senz’altro il numero delle estrazioni
negative o di ritardo. In altri termini, se (a/b)x è
la probabilità della mancata estrazione di una combinazione dopo x
estrazioni, e se con altre considerazioni è possibile stabilire che la
stessa probabilità è anche uguale a c/d, facendo (a/b)x = c/d, e risolvendo l’equazione rispetto ad x,
si otterrà senz’altro il valore del ritardo incognito.
Le equazioni che
verranno prese in considerazione in seguito, per il calcolo di qualsiasi
ritardo, avranno tutte la forma di quella precedentemente stabilita, e
ciò semplificherà di molto questa trattazione perché imparato a
risolverne una, con identico procedimento si risolveranno tutte le
altre.
Parlando della
probabilità, nel capitolo precedente, si è detto che questa è data dal
rapporto tra il numero dei casi favorevoli ed il numero dei casi
possibili, al verificarsi o al non verificarsi di una data combinazione,
e quindi il primo membro dell’equazione antecedente, che chiameremo
d’ora in poi equazione risolutiva, è sempre relativamente
facile da calcolare; il problema pertanto è ridotto alla ricerca del 2°
membro dell’equazione e cioè della stessa probabilità del ritardo, con
considerazioni matematiche diverse ed indipendenti da quelle che hanno
portato alla formulazione del 1° membro, il ché verrà fatto con
opportuni esempi per stabilire sia il ritardo normale che il ritardo
massimo, come appresso.
Ritardo normale. -
Bisogna ora riprendere l’esempio che è stato portato nel precedente
capitolo per stabilire praticamente il ritardo normale delle
combinazioni. Allora il ritardo normale di un numero, come estratto
semplice, è stato determinato depennando mano a mano i numeri che si
presentavano nelle estrazioni successive partendo da una data qualsiasi,
e si è detto che il ritardo normale è quello che si manifesta il più
delle volte, come valore medio, nel sorteggio dell’ultimo numero rimasto
scoperto. Tale concetto, particolare per l’estratto semplice, è stato
poi generalizzato per la determinazione del ritardo normale di qualsiasi
combinazione.
E così, per portare un
altro esempio pratico, se si volesse determinare il ritardo normale nel
sorteggio di un ambo su una ruota, bisognerebbe via via depennare i 4005
ambi che si possono comporre con i 90 numeri, mano a mano che si
presentano nelle successive estrazioni, e così con la prima estrazione
se ne depennerebbero sicuramente 10, con la seconda quasi certamente
altri 10 (ma anche meno), e così via fino all’ultimo ambo rimasto
scoperto. Se quest’ultimo, mediamente, verrà depennato all’incirca dopo
3300 estrazioni, tale valore sarà il ritardo normale per l’estrazione di
un ambo su una ruota.
Ora il criterio da
seguire per avere un’altra indicazione della probabilità del ritardo
normale, risiede appunto nel fatto che tale ritardo si manifesta
nell’ultimo dei 90 numeri rimasto da depennare nel 1° esempio, e
nell’ultimo dei 4005 ambi nel 2°; nell’un caso come nell’altro,
quest’ultima combinazione rimasta scoperta, deve considerarsi come un
unico caso favorevole (al ritardo normale) su una serie di 90 (o 4005)
casi possibili.
Con altro ragionamento
si può dire: sui 90 numeri ce n’è uno che raggiunge il ritardo normale e
quindi la probabilità di tale ritardo normale è 1/90. Analogamente, sui
4005 ambi l’ultimo da depennare, che stabilisce il ritardo normale, ha
la probabilità di 1/4005.
Ecco quindi trovato
anche il 2° membro dell’equazione risolutiva, sicché il ritardo normale
risulta perfettamente determinato. Generalizzando, il 2° membro
dell’equazione risolutiva è uguale a 1 diviso il numero delle
combinazioni che possono comporsi con i 90 numeri, riferendosi
ovviamente alla combinazione di gioco che si considera. Se si denomina
N tale numero, l’equazione risolutiva assume la forma:

Ora si è in grado di risolvere molto
semplicemente anche il seguente problema: dopo quante estrazioni i
numeri, o le combinazioni, ancora da depennare saranno 2 invece di 1 ?
Detto y il nuovo numero
cercato, con ragionamento analogo, si arriverà alla equazione:

E’ chiaro che il numero
y risulterà inferiore ad x ed è altrettanto
chiaro che tra y ed x esiste un terzo numero
z, al di sotto del quale è più probabile che le
combinazioni da depennare siano 2 e al di sopra del quale che siano 1;
il valore di z, che evidentemente deve risultare
dall’equazione risolutiva:

E’ ciò che venne
definito il limite inferiore di variabilità del ritardo normale, quel
limite cioè entro cui può variare il ritardo normale in piena armonia
con la legge di probabilità. Analogamente il limite superiore v
di variabilità del ritardo normale risulta dall’equazione risolutiva:

Con ciò abbiamo definito
anche i limiti di variabilità del ritardo normale.
Ritardo massimo. -
Anche per la ricerca del ritardo massimo è necessario stabilire il 2°
membro dell’equazione risolutiva, con considerazioni matematiche
indipendenti da quelle che hanno portato alla formulazione del 1°
membro.
Il compito, in questo
caso, risulta facilitato dalle considerazioni già fatte per il ritardo
normale, in quanto il ragionamento con il quale si arriva a stabilire
una seconda formulazione della probabilità del ritardo massimo è del
tutto analogo.
Nel precedente capitolo,
parlando del ritardo massimo, si è detto che tale ritardo non può avere
un valore assoluto, ma è sempre relativo al tempo o al numero delle
estrazioni che si prendono in considerazione. E’ necessario quindi
innanzitutto fissare i termini entro i quali si vuole che l’indagine sia
contenuta, perché con il variare di tali termini variano pure i
risultati dell’indagine.
In questo studio, come è
già stato detto, il ritardo massimo verrà stabilito in base alle
estrazioni avvenute dal 1° gennaio 1871 a tutto il 2002, con le
avvertenze già evidenziate all’inizio.
Ora, per il ritardo
massimo di una data combinazione, bisogna fare il seguente ragionamento:
in tutti i casi verificatisi nelle estrazioni dal 1871, relativamente
alla combinazione in esame, ce n’è uno in cui si è verificato il ritardo
massimo che si cerca. Se tale ritardo massimo si fosse verificato in
base alla legge di probabilità, il valore della probabilità stessa
avrebbe dovuto essere uguale ad uno (caso favorevole al ritardo massimo)
diviso per il numero di tutti i casi verificatisi relativamente alla
combinazione considerata (numero dei casi possibili, in questo caso
effettivamente verificatisi).
Detto quindi M
tale numero di casi verificatisi dal 1871, la probabilità cercata è
uguale a 1/M, e l’equazione risolutiva resta perfettamente
definita.
Tutto si riduce quindi a
ricercare il numero M dei casi avvenuti dal 1871
relativamente alla combinazione di cui si vuol conoscere il ritardo
massimo, il quale, con la soluzione dell’equazione risolutiva, resterà
matematicamente determinato a norma di legge di probabilità.
Valenza di un dato
ritardo. - Terminiamo questo paragrafo con l’accennare al problema
inverso, mediante il quale è possibile calcolare ciò che abbiamo
chiamato la valenza di un dato ritardo, e cioè il numero
delle estrazioni, complete di 5 numeri, cui è connesso il ritardo
stesso.
E’ chiaro che se data la
probabilità a/b della non estrazione di una data
combinazione di gioco, e dato il numero M dei casi
verificatisi dal 1871 relativamente alla combinazione stessa il ritardo
massimo x risulta dalla soluzione dell’equazione
risolutiva:

Dati invece la
probabilità a/b e il ritardo x, con la
soluzione della stessa equazione risolutiva potrà calcolarsi il numero
M dei casi connessi al dato ritardo mediante la formula:

In detta equazione, per
il calcolo della valenza, i termini x ed M
invertono le loro funzioni, e ciò che prima era termine incognito ora
diventa termine noto e viceversa.
Stabilito il numero M dei casi connessi al ritardo x trattasi poi
di determinare il numero delle estrazioni cui gli M casi
si riferiscono ed anche qui il problema è inverso a quello per il
ritardo massimo.
La ricerca della valenza
di un dato ritardo ha grande importanza perché offre al giocatore
sistematico la possibilità di valutare e di pesare quasi il grado di
probabilità raggiunto dal ritardo stesso e di conoscere entro quale
numero di estrazioni o limite di tempo non si è, teoricamente,
verificato un ritardo superiore a quello in esame.
2. CALCOLO COMBINATORIO
Per determinare i
termini dell’equazione risolutiva per il calcolo dei ritardi, sia nel 1°
che nel 2° membro, è necessario avere qualche cognizione di calcolo
combinatorio, almeno per i casi pratici che verranno considerati come
applicazione della presente teoria.
Ed infatti l’equazione
risolutiva, nella sua forma più generale, (a/b)x = c/d,
ha per termini:
a
- numero dei casi favorevoli al non verificarsi di una determinata
combinazione di gioco;
b
- numero di tutti i casi possibili relativi alla stessa combinazione;
c
- uguale ad 1 per la ricerca del ritardo normale e del ritardo massimo;
uguale ad 1,50 e 0,50 per la ricerca dei limiti di variabilità del
ritardo normale;
d
- numero delle combinazioni che possono comporsi con i 90 numeri
relativamente al gioco che si considera per la ricerca del ritardo
normale, ed uguale invece al numero di tutti i casi verificatisi dal
1871, relativamente al gioco considerato, per la ricerca del ritardo
massimo.
Abbiamo ritenuto
opportuno ribadire, anche a costo di apparire troppo prolissi, questi
dati perché fondamentali.
In ogni caso quindi i
tre termini a-b-d sono quantità che bisogna saper determinare,
evidentemente, mediante il calcolo combinatorio.
Nel precedente capitolo,
parlando delle probabilità, si è detto spesso qual’è il numero delle
cinquine che si possono comporre con i 90 numeri e si anche detto quante
di queste cinquine contengono 1, 2, 3 o più numeri dati, senza indicare
però il modo di eseguire il calcolo, quindi il lettore che non conosce i
fondamenti del calcolo combinatorio dev’essere rimasto alquanto
perplesso.
Sopperiamo ora alla
omissione, naturalmente entro i limiti di questa volgarizzazione, e
riportiamo innanzitutto la formula generale con la quale è possibile
calcolare la quantità delle combinazioni di m numeri presi
n ad n, come sarebbero i 90 numeri presi 2 a
2 nel caso dell’ambo, 3 a 3 per il terno e così via.
Detta formula generale,
chiamando N il numero delle combinazioni cercate, è la seguente:

Nessuno si spaventi per
l’apparente complessità dell’anzidetta formula, perché invece è
semplicissima nelle sue applicazioni pratiche, come risulta dalle
seguenti determinazioni:




Se la determinazione
della probabilità di una data combinazione viene fatta in base alle
cinquine, nel senso di stabilire quante cinquine tra tutte contengono
quella combinazione di gioco, allora 43.949.268 sarà sempre il numero
dei casi possibili, sarà cioè il termine b della formula
generale risolutiva e, tra questi casi possibili, bisognerà poi
stabilire quanti sono i favorevoli.
Si voglia ora conoscere,
per esempio, quante delle 43.949.268 cinquine contengono uno, due, tre,
quattro o cinque dei primi 10 numeri naturali, dall’uno al dieci.
Questo esempio occorre
per determinare la probabilità di non estrarre (si parla sempre di
estrazioni negative, per via dei ritardi) un numero come estratto
semplice, o un ambo in una decina, ed il procedimento che verrà seguito
può essere generalizzato e quindi applicato anche per altre
determinazioni analoghe.
Bisogna innanzitutto
dividere i 90 numeri dell’urna in due gruppi, uno con i primi 10 numeri
e l’altro con i rimanenti 80, e calcolare poi con la formula generale
vista in precedenza, quante delle combinazioni di numero semplice, ambo,
terno, quaterna e cinquina si possono comporre con i 10 numeri del 1°
gruppo e con gli 80 del 2°.





Con analogo procedimento
abbiamo per il 2° gruppo da 80 numeri i seguenti risultati:
Quantità di numeri
semplici: 80;
Quantità degli ambi:
3.160;
Quantità dei terni:
82.160;
Quantità delle quaterne:
1.581.580;
Quantità delle cinquine:
24.040.016;
Ora, evidentemente, le
combinazioni che non contengono alcuno dei primi 10 numeri sono le
cinquine del 2° gruppo e cioè: 24.040.016.
Le combinazioni che ne
contengono uno sono le quaterne del 2° gruppo moltiplicate per i numeri
semplici del 1° e cioè: 1.581.580 x 10 = 15.815.800.
Quelle che ne contengono
due sono i terni del 2° gruppo moltiplicati per gli ambi del 1°: 82.160
x 45 = 3.697.200.
Quelle che ne contengono
tre sono gli ambi del 2° gruppo moltiplicati per i terni del 1°: 3.160 x
120 = 379.200;
Quelle che ne contengono
quattro sono i numeri semplici del 2° gruppo moltiplicati per le
quaterne del 1°: 80 x 210 = 16.800;
Quelle che ne contengono
cinque sono le cinquine del 1° gruppo, cioè 252.
Se i calcoli sono stati
ben eseguiti, il totale delle combinazioni dev’essere pari al totale
delle cinquine componibili con 90 numeri (cioè 43.949.268). Infatti:
24.040.016 + 15.815.800 +
3.697.200 + 379.200 + 16.800 + 252 = 43.949.268.
Determinate e
raggruppate le combinazioni come spiegato, è facile risalire a quelle
che sono favorevoli al verificarsi o al non verificarsi di una data
sorte, e così si può stabilire che la probabilità di non estrarre uno
dei primi 10 numeri, o anche un numero qualsiasi di una decina, è uguale
a 24.040.016 / 43.949.268 e che la probabilità di non estrarre un ambo
qualsiasi, formato con i primi 10 numeri, o con i numeri di una
qualsiasi decina, è uguale a:

L’esempio portato è
sufficiente per determinare la esatta probabilità di tutte le
combinazioni di gioco elementari e dei relativi raggruppamenti numerici
che verranno considerati nella seconda parte del presente studio,
quindi, per adesso, ci fermiamo qui.
Avvertiamo però che la
probabilità delle combinazioni di gioco, in molti casi, può essere
ottenuta in altri modi, ma il metodo indicato è quello che porta a
risultati assolutamente immuni da possibili errori. La ricerca poi delle
combinazioni e dei casi per la determinazione del 2° membro
dell’equazione risolutiva, sia che si tratti del ritardo normale che dei
ritardi massimi, molte volte è un po’ complessa, ma in genere non offre
difficoltà quando si tengano sempre ben presenti le condizioni generali
del gioco in considerazione e la formula indicata per il calcolo
combinatorio.
Per la ricerca dei
ritardi massimi, quando un determinato gioco ammette estrazioni
multiple, allora, nel calcolo dei casi relativi verificatisi dal 1871,
interviene un altro fattore, di cui non si è ancora parlato, ed è il
cosiddetto fattore di riduzione. Per spiegarne la funzione
ed il significato si immagini di prendere in esame il gioco di estratto
semplice, in una ruota qualsiasi, nella serie degli otto numeri gemelli
(11-22-33-44-55-66-77-88) e di voler determinare tutti i casi che
possono essersi verificati nelle estrazioni dal 1871 al 2002. Per tale
gioco saranno già state fatte le seguenti determinazioni:



Ricordiamo che per
rapporto equitativo si intende il rapporto tra la posta puntata e il
premio che dovrebbe essere corrisposto se il gioco fosse equo.
Trattasi ora di
stabilire quanti numeri gemelli possono essere stati estratti nei
complessivi 323.050 numeri estratti su tutte le ruote dal 1871.
Siccome i numeri gemelli
sono 8 su 90, dal 1871 ne saranno stati estratti:

e questo sarebbe
senz’altro il numero dei casi da prendere in considerazione per la
ricerca del ritardo massimo, se non esistessero estrazioni multiple o se
alcune estrazioni complete di 5 numeri non contenessero 2, 3, 4 o anche
5 numeri gemelli.
Quando invece una stessa
estrazione completa contiene più di un numero gemello, agli effetti del
ritardo è come se ne contenesse uno solo, perché tutti gli altri oltre
il 1° non trovano che l’identico riferimento dello stesso, ed è
necessario perciò ridurre i 28.715 casi come sopra stabiliti, in
proporzione delle estrazioni con numeri gemelli, rapportate al numero
completo dei gemelli stessi.
Interviene così il fattore di riduzione che non è altro che il quoziente tra la
probabilità di estrazione ed il rapporto equitativo, e cioè nel caso in
esame:

Ed infatti basta pensare
al significato della probabilità di estrazione e del rapporto
equitativo, per vedere come il loro quoziente non sia altro che, per
così dire, la percentuale delle estrazioni con numeri gemelli in
rapporto al numero dei gemelli stessi, dedotta da tutte le cinquine che
possono comporsi con i 90 numeri. Il numero dei casi da considerare è
dato pertanto da 28.715x0,853=24.494. A
titolo di cronaca facciamo notare come il dato teorico sia
straordinariamente vicino a ciò che si è effettivamente riscontrato
nella pratica. L’analisi condotta dalla 1^ estrazione del 1871
all’ultima del 2002 ha evidenziato 28.564 gemelli sortiti su Tutte le
ruote, ma 4140 di questi sono da inquadrarsi in sortite multiple, quindi
il dato reale è pari a 24.424!
Tale numero tuttavia
poteva anche essere dedotto più semplicemente, con la ricerca di tutte
le estrazioni, semplici e multiple, dal 1871, con numeri gemelli,
estrazioni che evidentemente sono date dal numero delle estrazioni
complessive per la probabilità di estrazione, e cioè 64.610 x 0,379 =
24.487. Il valore del fattore di riduzione, in ogni caso, però non
poteva non essere matematicamente riconosciuto, a costo di improprietà
ed inesattezze facilmente rilevabili; tuttavia tale valore, per il
calcolo dei ritardi, non comporta differenze sostanziali e poteva anche
essere trascurato, ma poiché è stato determinato, se n’è tenuto conto
nel calcolo dei ritardi stessi.
Terminiamo il presente
paragrafo con il dare giustificazione dell’affermazione fatta in altra
parte del presente trattato, che cioè il ritardo naturale di una
combinazione di gioco non è che l’inverso della probabilità di
estrazione. Tale probabilità infatti è, per definizione, il rapporto tra
le cinquine che contengono la combinazione data ed il numero di tutte le
cinquine che possono comporsi con i 90 numeri.
Se quindi le cinquine
con la data combinazione fossero equamente distribuite fra tutte le
cinquine dei 90 numeri, la distanza tra una cinquina e l’altra, o ciò
che abbiamo chiamato il ritardo naturale, risulterebbe appunto dalla
divisione tra tutte le cinquine e quelle che contengono la combinazione
data o, in altri termini, sarebbe appunto l’inverso della probabilità di
estrazione. Nel caso dei numeri gemelli il ritardo naturale per la
estrazione semplice di uno di essi è dato da 43.949.268/16.663.932 =
2,64 estrazioni complete di 5 numeri, il ché vuol dire che c’è da
attendersi l’estrazione semplice o multipla di numeri gemelli ogni 2
estrazioni e mezza, o poco più.
3. CALCOLO
NUMERICO DEI RITARDI
Non resta ormai che
determinare il valore numerico dei ritardi in base alle relative
equazioni risolutive.
Si riprenda perciò in
esame la equazione risolutiva nella sua forma più generale:

e vediamo come si
calcola il valore del ritardo espresso dalla incognita x.
Per chi ha cognizioni di
calcolo logaritmico e conosca i principi su cui tale calcolo si fonda,
la determinazione dell’incognita x non pone alcuna
difficoltà. Per chi invece non abbia conoscenza di tale tipo di calcolo,
diciamo che il calcolo logaritmico fa risparmiare tempo e fatica poiché
consente di ridurre i problemi di moltiplicazione e divisione a problemi
rispettivamente di addizione e sottrazione. Ad ogni modo, basta
possedere una calcolatrice tascabile che possieda il tasto dei logaritmi
per risolvere l’equazione risolutiva dei ritardi. Ecco comunque lo
sviluppo simbolico dell’equazione risolutiva suddetta:

e se, come spesso
avviene, c è uguale ad 1, il logaritmo di 1 è uguale a 0,
ed allora si ha:

espressione che riduce
le operazioni aritmetiche ad una sottrazione ed una divisione.
Chiudiamo con un esempio
pratico, riferito al calcolo del ritardo massimo per la combinazione di
ambo secco a ruota. L’equazione risolutiva risulta la seguente:

Al primo membro abbiamo
il valore di probabilità contraria, al secondo abbiamo l’1 che
corrisponde al caso cercato e 646.100 che corrisponde alla quantità di
ambi estratti dal 1° Gennaio 1871 al 31 Dicembre 2002:


Il ritardo massimo di un
ambo secco a ruota risulta di circa 5351 estrazioni. Analogamente viene
effettuato il calcolo di qualsiasi altro ritardo nel sorteggio delle
combinazioni. Per l’ambo a Tutte, il valore va ovviamente diviso per 10,
quindi si otterrebbe 535,1.
CALCOLO MATEMATICO DEI RITARDI
Avvertenza
In questa seconda parte
vengono calcolati i ritardi, naturale, normale e massimo delle tre
combinazioni elementari di gioco: estratto semplice, estratto
determinato ed ambo, e dei molteplici raggruppamenti numerici ai quali
le combinazioni stesse possono essere associate.
Tutto ciò viene
riportato in tre distinti capitoli e per ogni combinazione vengono date
le indicazioni e delucidazioni necessarie per comprendere come si sia
pervenuti ai risultati riportati.
Vengono anche indicati
quali sono stati i ritardi massimi rilevati per mezzo dell’indagine
statistica, cosicché il lettore avrà la possibilità di confrontare i
risultati stessi e di rendersi conto del valore di questo nuovo metodo
di ricerca, senza per questo sminuire la bontà dell’antico, e fino ad
ora esclusivamente praticato, metodo basato sull’indagine statistica.
Per la ricerca dei
ritardi, e a scopo si esemplificazione, verranno riportati tutti gli
elementi necessari per stabilire le equazioni risolutive, le quali, il
più delle volte, verranno omesse, lasciando al lettore il compito di
formularle sulla base degli elementi stessi.
Per ogni combinazione di
gioco viene anche indicato il premio unitario, per ogni lira giocata,
corrisposto dall’amministrazione del Lotto in caso di vincita.
In prima appendice è
stato trattato il problema relativo alle combinazioni dei terno e
quaterna, con il preciso scopo di dimostrare la scarsa, anzi nulla o
negativa, convenienza economica di perseguire tali giochi, in confronto
a quelli più redditizi che si possono perseguire con le combinazioni di
ambo, di estratto determinato e di estratto semplice.
In seconda appendice,
per ogni combinazione di gioco, è stato calcolato il coefficiente di
convenienza economica e cioè il rapporto tra l’incasso netto in caso
di vincita e l’incasso netto che dovrebbe derivarne se il Lotto fosse un
gioco equo, tenuto conto della mancata restituzione della posta di gioco
in caso di vincita. Il lettore avrà così la possibilità di valutare
tutte le combinazioni e di scegliere quelle che si prestano meglio e che
si presentano più favorevoli.
Infine, in terza
appendice, vedremo di estendere la teoria ed il calcolo matematico dei
ritardi alla moda del momento, il Superenalotto. Anche in questo caso
esporremo i dati teorici che saranno poi messi a confronto con quelli
statisticamente registrati.
Capitolo I
L’estratto semplice e le sue
principali combinazioni
1. - Estratto semplice in una ruota
determinata, in una qualsiasi delle dieci ruote e in tutte le ruote.
- Rapporto
equitativo e probabilità di estrazione 1/18 = 0,056; probabilità di
non estrazione 17/18 = 0,944; fattore di riduzione uguale ad 1. - Estratto semplice in una ruota determinata, in una
qualsiasi delle dieci ruote e in tutte le ruote. - Rapporto
equitativo e probabilità di estrazione 1/18 = 0,056; probabilità di
non estrazione 17/18 = 0,944; fattore di riduzione uguale ad 1.
Casi per il ritardo
normale 90.
Estrazioni complete di 5
numeri effettuate dall’1/1/1871 al 31/12/2002: 7.205;
Estratti in una ruota
determinata: 7.205 x 5 = 36.025
Estratti in tutte le
ruote (totale che tiene conto di quando le estrazioni si basavano su 7,
8 e 10 ruote, nonché di un’estrazione completa non effettuata nel 1961,
e ancora dei vari salti su diverse ruote dovuti al periodo bellico):
323.050.
Ritardo naturale 18
estrazioni. Ritardo normale in una ruota:

1) Ritardo massimo in una ruota
determinata:

2) Ritardo massimo in
una ruota qualsiasi:

3) Ritardo massimo in
tutte le ruote (considerandone 10):

Per l’estratto semplice
il record si è registrato con un ritardo pari a 202 estrazioni con il
numero 8 sulla ruota di Roma nel 1941. Per ciò che concerne il ritardo
su tutte le ruote, nella storia recente del Lotto a 10 ruote non si è
mai andati oltre le 20 estrazioni di ritardo (tra i vari segnaliamo
l’ultimo, il numero 12 che uscì il 18.01.1992 dopo aver tardato per 20
estrazioni). Ricordiamo comunque che il dato relativo al massimo ritardo
storico su una ruota (le 202 estrazioni dell’8 di Roma) è riferito ad un
periodo in cui ci fu il salto da 8 a 10 ruote (sulle ruote di Cagliari e
Genova le estrazioni iniziarono l’8/7/1939). Ad ogni modo i dati teorici
e statistici sono approssimativi anche in virtù della disomogeneità del
campione esaminato. L’estratto semplice ha un buon ritardo
quando raggiunge all’incirca 9 volte il valore del ritardo naturale (162
estrazioni per un numero su una ruota) ed ha un premio unitario pari a
11,23 volte la posta giocata.
2.- Estratto semplice nel gruppo di due
numeri consecutivi, per il sorteggio di uno dei due. - Rapporto equitativo 1/9 = 0,111;
probabilità di estrazione 4.773.516/43.949.268 = 0,108; probabilità di
non estrazione 39.175.752/43.949.268 = 0,802; fattore di riduzione pari
a:

Gruppi contenuti in 90
numeri, 90: ogni numero figura in due gruppi, ad esempio il numero 18
figura nei gruppi 17-18 e 18-19.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata, pari al numero degli estratti dal
1871, moltiplicato per 2, dato che ogni numero estratto trova
riferimento in 2 gruppi, moltiplicato ancora per il fattore di
riduzione, onde tener conto delle estrazioni multiple, e cioè:

In tutte le ruote:

Ritardo naturale 9,2
estrazioni; ritardo normale 39 estrazioni.
1.Ritardo massimo in
una ruota determinata:


2.
Ritardo massimo in una qualsiasi ruota:


Valore di buon ritardo:
circa 81 estrazioni.
Massimi statistici
registrati di una coppia per estratto semplice:
-121 (a Milano nel 1932
con la coppia 4-5)
-120 (a Venezia nel 1943 con la coppia 79-80)
-110 (a Cagliari nel 1960 con la coppia 58-59)
Come si nota, a parte lo
scarto quasi insignificante di qualche lunghezza, siamo in linea con
quanto affermato dal calcolo teorico.
3.
Gruppo di due numeri simmetrici, per il sorteggio di uno. - Sono
simmetrici i numeri, quali ad esempio 25 e 66, che hanno per somma 91.
La differenza tra questo gruppo ed il precedente sta nel fatto che in 90
numeri vi sono 45 coppie di simmetrici (comprese le coppie consecutive
90-1 e 45-46), mentre ve ne sono 90 di consecutivi, ed ogni numero
figura in una sola coppia.
Rapporto equitativo,
probabilità di estrazione e di non estrazione, fattore di riduzione,
ritardo naturale e premio unitario come per i consecutivi.
I casi per i ritardi,
normale e massimi, risultano la metà dei precedenti (proprio in virtù
del dimezzamento della quantità dei gruppi) quindi si otterranno i
seguenti valori di ritardo:
Ritardo normale = 33
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota det. = 91 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 110 estrazioni;
Buon ritardo = 81
estrazioni;
Ritardo statistico di
una coppia per estratto = 101 estrazioni (Milano nel 1904 con 7-84).
Tutto quanto è stato
detto a proposito delle coppie di numeri simmetrici vale anche per
quelle composte da numeri aventi distanza 45, quali 13 e 58, 20 e 65
etc., quindi anche i ritardi risultano uguali. Una coppia di numeri
aventi distanza 45 ha tardato per un massimo di 108 estrazioni a fornire
l’estratto (sulla ruota di Roma nel 1952 con i numeri 42-87).
4. Gruppo di due
numeri vertibili, per il sorteggio di uno. - Sono vertibili le
coppie di numeri composti da cifre invertite, tipo 37 e 73, 46 e 64 e
così via. Non hanno vertibile i "numeretti" (numeri da 1 a 9), gli
"zerati" (numeri in finale "0"), i "gemelli" (numeri composti da due
cifre uguali) e quelli in finale "9" (9-19-29 etc.).
Nei 90 numeri vi sono 28
coppie di numeri vertibili e quindi i casi da prendere in considerazione
per il calcolo dei ritardi sono in quantità minore rispetto, ad esempio,
ai 45 ambi simmetrici. Ovviamente anche i ritardi risultano diminuiti in
proporzione (di 4 estrazioni):
Ritardo normale = 29
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 87 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 106 estrazioni;
Buon ritardo = 81
estrazioni;
Ritardo statistico di
una coppia per estratto = 119 estrazioni (Milano 1971 con 75-57).
Anche nei casi sopra
descritti il calcolo teorico, pressappoco, si identifica con la realtà
del dato statistico, ad ennesima dimostrazione che, fatte salve le
"normali" eccezioni, tutti gli eventi sottostanno a precise leggi di
probabilità.
5. Gruppo di tre
numeri equidistanti, per il sorteggio di uno. - Si definiscono
equidistanti i numeri (3 o più), come 18-30-42, distanziati di 12 unità,
che presi due a due successivamente danno una stessa differenza.
L’equidistanza va intesa
in senso circolare, per modo che risultino equidistanti anche quelle
terne di numeri in cui la distanza viene a determinarsi passando per il
90. Ad esempio i numeri 32-70-18 sono equidistanziati di 38, perché si
suppone che i 90 numeri siano disposti circolarmente così che il numero
1, e seguenti, faccia seguito al 90.
Rapporto equitativo 1/6
= 0,167; probabilità di estrazione 6.999.411/43.949.268 = 0,159;
probabilità di non estrazione 36.949.857/43.949.268 = 0,841; fattore di
riduzione:

Gruppi contenuti in 90
numeri: 90 x 44 = 3.960; ogni numero figura in: 44 x 3 = 132 gruppi.
Sono compresi i gruppi consecutivi, le triple di decina e cadenza,
alcune triple di figura, ed altre che normalmente fanno categoria a sé.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata:

In una ruota qualsiasi:

E’ bene chiarire che,
poiché ogni numero figura in 132 gruppi diversi, ogni numero estratto
dal 1871 ha trovato 132 riferimenti ai gruppi in cui figura il numero
stesso, e quindi il numero dei casi da considerare è uguale al numero
degli estratti moltiplicato per 132, il tutto moltiplicato poi per il
fattore di riduzione, onde tener conto delle estrazioni multiple:
Ritardo naturale = 6,28
estrazioni
Ritardo normale = 48
estrazioni;
1) Ritardo massimo in
una ruota determinata:

2) Ritardo massimo in
una qualsiasi ruota:

Buon ritardo = 72
estrazioni;
Ritardo statistico di
una terzina per estratto = 99 estrazioni (Cagliari 1987 con 7-17-27).
6 - Gruppo di quattro
numeri equidistanti, per il sorteggio di uno. -
Rapporto equitativo 2/9 = 0,222; probabilità di estrazione
9.122.966/43.949.268 = 0,207; probabilità di non estrazione
34.826.302/43.949.268 = 0,793; fattore di riduzione:

Gruppi contenuti in 90
numeri: 90 x 43 = 3.870; ogni numero figura in: 43 x 4 = 172 gruppi.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata:
36.025 x 172 x 0,934 =
5.787.344
Casi per il ritardo
massimo in una qualsiasi ruota:
323.050 x 172 x 0,934 =
51.897.336
Ritardo naturale = 4,82
estrazioni;
Ritardo normale = 35
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 67 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 76 estrazioni;
Buon ritardo = 60
estrazioni;
Una quartina di numeri
equidistanti ha tardato a dare l’estratto per 79 estrazioni (Venezia nel
1989 con i numeri 55-61-67-73).
7 - Gruppo di cinque
numeri equidistanti per il sorteggio di uno. -
Rapporto equitativo 5/18 = 0,278; probabilità di estrazione
11.147.751/43.949.268 = 0,254; probabilità di non estrazione
32.801.517/43.949.268 = 0,746; fattore di riduzione 0,915.
Gruppi contenuti in 90
numeri: 90 x 43 = 3870; ogni numero figura in 43 x 5 = 215 gruppi.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata 7.087.018; per il ritardo massimo in
una ruota qualsiasi 63.552.011.
Ritardo naturale = 3,95
estrazioni;
Ritardo normale = 28
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 54 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 62 estrazioni;
Buon ritardo = 48
estrazioni;
Uno dei massimi
statistici si registrò sulla ruota di Torino con i numeri 54-81-18-45-72
che tardarono a fornire l’estratto per 52 estrazioni.
8 - Estratto nella
decina, naturale o cabalistica, e nella figura, per il sorteggio di un
numero. - La decina si
definisce naturale quando la numerazione segue l’ordine dall’1 allo "0"
(ad esempio dal 21 al 30), mentre è cabalistica quando segue l’ordine
dallo "0" all’1 (ad esempio dal 20 al 29). La figura è una serie di 10
numeri in cui la somma delle cifre divisa per 9 dà uno stesso resto, il
cui valore è quello che identifica la figura; ovviamente anche i numeri
stessi divisi per 9 forniscono identico resto; ad esempio la figura 7 è
costituita dai numeri 7-16-25-34-43-52-61-70-79-88, vale a dire tutti i
numeri compresi tra l’1 ed il 90 che divisi per 9 danno resto 7. Agli
effetti dei ritardi tali raggruppamenti si equivalgono: La decina si definisce naturale quando la
numerazione segue l’ordine dall’1 allo "0" (ad esempio dal 21 al 30),
mentre è cabalistica quando segue l’ordine dallo "0" al 9 (ad esempio
dal 20 al 29). La figura è una serie di 10 numeri in cui la somma delle
cifre divisa per 9 dà uno stesso resto, il cui valore è quello che
identifica la figura; ovviamente anche i numeri stessi divisi per 9
forniscono identico resto; ad esempio la figura 7 è costituita dai
numeri 7-16-25-34-43-52-61-70-79-88, vale a dire tutti i numeri compresi
tra l’1 ed il 90 che divisi per 9 danno resto 7. Agli effetti dei
ritardi tali raggruppamenti si equivalgono:
Rapporto equitativo =
10/18 = 0,555;
Probabilità di
estrazione = 19.909.252/43.949.268 = 0,453;
Probabilità di non
estrazione = 24.040.016/43.949.268 = 0,547;
Fattore di riduzione =
0,453 x 1,8 = 0,815
Casi per il ritardo
normale 9. Casi per i ritardi massimi pari al numero degli estratti dal
1871 moltiplicato per il fattore di riduzione, vale a dire 29.360 casi
per il ritardo massimo in una ruota determinata e 263.286 casi per il
calcolo del ritardo in una ruota qualsiasi. Abbiamo quindi:
Ritardo naturale = 2,2
estrazioni;
Ritardo normale = 3,6
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 17 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 21 estrazioni;
Buon ritardo = 14
estrazioni;
Nella ruota di Roma la
decina cabalistica 40/49 tardò 25 estrazioni a fornire l’estratto, la
decina naturale 11/20 sulla ruota di Napoli tardò 21 estrazioni e la
figura 3 a Genova tardò 20 estrazioni prima di fornire un estratto.
9 - Estratto nella
cadenza, per il sorteggio di un numero. -
La cadenza è una serie di 9 numeri aventi per unità una stessa cifra,
come ad esempio 2-12-22-32-42-52-62-72-82. -
Estratto nella cadenza, per il sorteggio di un numero. - La cadenza è
una serie di 9 numeri aventi per unità una stessa cifra, come ad esempio
2-12-22-32-42-52-62-72-82.
Rapporto equitativo 9/18
= 0,500; probabilità di estrazione 18.327.672/43.949.268 = 0,417;
probabilità di non estrazione 25.621.596/43.949.268 = 0,583; fattore di
riduzione 0,833.
Casi per il ritardo
normale 10; casi per il ritardo massimo in una ruota determinata 30.009
e per il ritardo massimo in una ruota qualsiasi 269.101:
Ritardo naturale = 2,24
estrazioni;
Ritardo normale = 4,3
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 19 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 23 estrazioni;
Buon ritardo = 17
estrazioni;
Nella ruota di Firenze
la cadenza 8 tardò 23 estrazioni a dare l’estratto.
10 - Estratto nella
serie dei numeri gemelli per il sorteggio di uno. -
I gemelli, notoriamente, sono i numeri composti da due cifre uguali:
11-22-33-44-55-66-77-88. Rapporto equitativo pari a 8/18 = 0,444;
probabilità di estrazione 16.663.932/43.949.268 = 0,379; probabilità di
non estrazione 27.285.336/43.949.268 = 0,621; fattore di riduzione
0,855. - Estratto nella serie dei numeri gemelli
per il sorteggio di uno. - I gemelli, notoriamente, sono i numeri
composti da due cifre uguali: 11-22-33-44-55-66-77-88. Rapporto
equitativo pari a 8/18 = 0,444; probabilità di estrazione
16.663.932/43.949.268 = 0,379; probabilità di non estrazione
27.285.336/43.949.268 = 0,621; fattore di riduzione 0,855.
Per il ritardo normale
bisogna pensare che nei 90 numeri vi siano 90/8 di tali gruppi ordinati.
I ritardi massimi si
calcolano in base al numero dei gemelli che possono essere stati
estratti dal 1871 e cioè 8/90 degli estratti complessivi moltiplicato
per il fattore di riduzione, onde escludere le estrazioni multiple.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata:

Per il ritardo massimo
in una ruota qualsiasi:

Ritardo naturale = 2,64
estrazioni;
Ritardo normale = 5
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 17 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 21 estrazioni;
Buon ritardo = 14
estrazioni;
La serie dei numeri
gemelli tardò a fornire l’estratto per 18 estrazioni consecutive sulla
ruota di Venezia.
11 - Tripla di decina o
di figura per il sorteggio di un numero. -
Anche le triple di decina e di figura agli effetti dei ritardi si
equivalgono e sono gruppi di tre numeri distanziati di tre in una stessa
decina o in una stessa figura, come 22-25-28 per la decina 20 e 16-43-70
per la figura 7. Rapporto equitativo, probabilità di estrazione e di non
estrazione, fattore di riduzione, ritardo naturale e premio unitario
come per le terne di equidistanti. - Tripla di
decina o di figura per il sorteggio di un numero. - Anche le triple di
decina e di figura agli effetti dei ritardi si equivalgono e sono gruppi
di tre numeri distanziati di tre in una stessa decina o in una stessa
figura, come 22-25-28 per la decina 20 e 16-43-70 per la figura 7.
Rapporto equitativo, probabilità di estrazione e di non estrazione,
fattore di riduzione, ritardo naturale e premio unitario come per le
terne di equidistanti.
Triple contenute in 90
numeri: 36; ogni numero figura in una sola tripla, tranne i numeri in
cadenza 3 e 6 per le decine, dal 28 al 36 e dal 55 al 63 per le figure,
che figurano in due triple.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata circa 32.700 e per il ritardo in una
ruota qualsiasi circa 283.000:
Ritardo normale = 21
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 60 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 73 estrazioni;
Buon ritardo = 55
estrazioni;
Tra i massimi registrati
segnaliamo la tripla in decina 52-55-58 che tardò su Torino 83
estrazioni, e la tripla in figura 18-45-72 che tardò 52 estrazioni sulla
stessa ruota.
12 - Tripla di cadenza
per il sorteggio di un numero. -
La tripla di cadenza è costituita da tre numeri equidistanziati di 30 ed
essa differisce di poco da quella di decina o di figura, in ragione del
lieve maggior numero di queste ultime. Infatti le triple di cadenza
contenute nei novanta numeri sono 30, ed ogni numero figura in una sola
tripla.
Rapporto equitativo,
probabilità di estrazione e di non estrazione, fattore di riduzione,
ritardo naturale e premio unitario come per le terne equidistanti.
Ritardo normale = 20
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 60 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 73 estrazioni;
Buon ritardo = 55
estrazioni;
La tripla 19-49-79 tardò
a dare l’estratto sulla ruota di Napoli 63 estrazioni.
13 - Cinquine
ordinate pari o dispari, in figura pari o in figura dispari, per il
sorteggio di un numero. - Questi raggruppamenti si equivalgono, e
sono formati dalle cinquine ordinate pari o dispari di una stessa decina
o di una stessa figura.
Nei 90 numeri sono
contenute 18 cinquine pari/dispari (divise a metà tra le une e le altre)
e 18 in figura pari o in figura dispari (idem); ogni numero appartiene
ad un’unica cinquina.
Rapporto equitativo:
5/18 = 0,277;
Probabilità di
estrazione: 11.147.751/43.949.268 = 0,254;
Probabilità di non
estrazione: 32.801.517/43.949.268 = 0,746;
Fattore di riduzione:
0,254 x 3,6 = 0,915.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata circa 31.000 e per il ritardo massimo
in una ruota qualsiasi circa 272.000:
Ritardo normale = 10
estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota determinata = 36 estrazioni;
Ritardo massimo in una
ruota qualsiasi = 43 estrazioni;
Buon ritardo = 32
estrazioni;
Ecco alcuni tra i
massimi statisticamente registrati:
Cinquina pari in decina
= 40-42-44-46-48, Roma, 36 estrazioni di ritardo;
Cinquina dispari in
decina = 11-13-15-17-19, Torino, 36 estrazioni di ritardo;
Cinquina pari in figura
= 6-24-42-60-78, Palermo, 45 estrazioni di ritardo;
Cinquina dispari in
figura = 5-23-41-59-77, Milano, 55 estrazioni di ritardo.
14 - Gruppo di due
numeri sincroni per il sorteggio di uno. -
Sono sincroni i numeri già usciti contemporaneamente in una ruota e di
cui se ne attende il nuovo sorteggio.
Per questa categoria di
raggruppamenti i ritardi normali devono calcolarsi in base al numero dei
gruppi contenuti in 18 cinquine, quante risultano cioè dai 90 numeri
divisi per 5; i ritardi massimi, al solito, da tutti i gruppi di numeri
sincroni estratti dal 1871 nelle 6.679 estrazioni avvenute in una ruota
determinata, e nelle 59.350 estrazioni complete in tutte le ruote, per i
relativi fattori di riduzione.
Rapporto
equitativo = 0,111;
probabilità di estrazione = 0,108;
probabilità di non estrazione = 0,802;
fattore
di riduzione = 0,978;
ritardo
naturale = 9,2;
casi per
il ritardo normale = 180;
casi per
il ritardo a ruota det. = 65.320;
casi per
il ritardo a ruota qualsiasi = 580.443;
ritardo
normale = 45 estrazioni;
ritardo
max. su ruota determinata = 97 estrazioni;
ritardo
max. su ruota qualsiasi = 116 estrazioni;
buon
ritardo = 87 estrazioni
Ecco i massimi
statistici registrati (dati rilevati dal volume "Il Lotto del 2000" di
L. Gorgia):
1928 TORINO 75-86 RIT. 109;
1945 MILANO 32-68 RIT. 108;
1970 VENEZIA 7-32 RIT. 106;
1955 GENOVA 5-89 RIT. 105;
Da notare che il gioco
sui sincroni può tener conto anche dei molteplici raggruppamenti
omogenei visti per il gioco sull’estratto in coppia. In tali casi, sono
stati registrati i seguenti massimi statistici:
in due numeri
consecutivi sincroni: 1912 ROMA 61-62 RIT. 91;
in due numeri vertibili
sincroni: 1914 FIRENZE 46-64 RIT. 74;
in due numeri simmetrici
sincroni: 1911 ROMA 3-88 RIT. 61;
in due numeri
complementari sincroni: 1966 FIRENZE 36-54 RIT. 66;
in due numeri di
distanza 45 sincroni: 1983 ROMA 13-58 RIT. 78;
Come si vede, anche nel
caso del sincronismo, il ricorso ai raggruppamenti "alternativi"
contribuisce ad abbattere notevolmente il rischio di grossi valori di
ritardo. Ad ogni modo, per ciò che concerne i raggruppamenti suddetti è
abbastanza raro riscontrare casi interessanti per il gioco.
15 - Gruppo di tre
numeri sincroni per il sorteggio di uno. -
Rapporto equitativo, probabilità di estrazione e di non estrazione,
fattore di riduzione, ritardo naturale e premio unitario sono gli stessi
del gioco su una terzina di equidistanti.
Casi per il ritardo
normale 180, vale a dire come per i due sincroni, questo perché con 5
numeri la quantità di terni componibili (cioè 10) è uguale a quella
degli ambi.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata pari alla quantità di estrazioni
complete di 5 numeri effettuate dal 1871, moltiplicato per 10 ed ancora
per il fattore di riduzione:
6.679x 10 x 0,955 = 63.785;
Casi per il ritardo
massimo in una qualsiasi ruota pari alla quantità di estrazioni complete
di 5 numeri effettuate in tutte le ruote dal 1871, moltiplicato per 10 e
per il fattore di riduzione:
59.350 x 10 x 0,955 = 566.793;
ritardo
normale = 30 estrazioni;
ritardo
max. su ruota determinata = 64 estrazioni;
ritardo
max. su ruota qualsiasi = 77 estrazioni;
buon
ritardo = 58 estrazioni;
Tre numeri sincroni
hanno tardato al massimo 71 estrazioni prima di fornire l’estratto, e
questo in due casi: nel 1911 con i numeri 58-73-84 sulla ruota di Torino
e nel 1994 con i numeri 1-49-53 su quella di Roma.
16 - Gruppo di quattro
numeri sincroni per il sorteggio di uno. -
Rapporto equitativo, probabilità di estrazione e di non estrazione,
fattore di riduzione, ritardo naturale e premio unitario sono gli stessi
del gioco su una quartina di equidistanti.
I casi per il ritardo
normale risultano la metà di quelli per il gioco su una coppia di
sincroni in quanto in ogni estrazione completa di 5 numeri si hanno 5
quaterne invece di 10 ambi o 10 terni.
Casi per il ritardo
massimo in una ruota determinata 33.395 x 0,93 = 31.057, e per quello in
una ruota qualsiasi 296.750 x 0,93 = 275.978:
ritardo
normale = 19 estrazioni;
ritardo
max. su ruota determinata = 45 estrazioni;
ritardo
max. su ruota qualsiasi = 54 estrazioni;
buon
ritardo = 41 estrazioni;
Per ciò che concerne i
massimi statistici registrati c’è da dire che si è andati diverse volte
oltre le cinquanta estrazioni di assenza ed una sola volta oltre le
sessanta (sessantadue, per la precisione).
17 - Gruppo di cinque
numeri sincroni per il sorteggio di uno. -
Rapporto equitativo, probabilità di estrazione e di non estrazione,
fattore di riduzione, ritardo naturale e premio unitario sono gli stessi
del gioco su una cinquina di equidistanti.
Casi per il ritardo
normale 18.
Casi per i ritardi
massimi pari al numero delle estrazioni complete per il fattore di
riduzione, e cioè:
6.679 x
0,915 = 6.111 (casi per il rit. max. in una ruota det.);
59.350 x
0,915 = 54.305 (casi per rit. max. in una ruota
qualsiasi);
ritardo
normale = 10 estrazioni;
ritardo
max. su ruota determinata = 30 estrazioni;
ritardo
max. su ruota qualsiasi = 38 estrazioni;
buon
ritardo = 28 estrazioni;
Il ritardo massimo
registrato per l’estratto in una cinquina di numeri sincroni ammonta a
49 colpi, un dato che si discosta non poco da quello teorico, ma quello
statistico estremamente elevato è un dato che rappresenta una classica
eccezione, difficilmente superabile nel prossimo futuro.
18 - Estratto del numero
della data di estrazione. -
Il gioco sul numero data coinvolge il giorno del mese in cui si effettua
l’estrazione. Il numero della data di estrazione, come ogni altro
numero, ha un ritardo naturale di 18 estrazioni ed evidentemente
riguarda solo i numeri dall’1 al 31, in misura uguale per i primi 28
numeri ed in misura diversa per i numeri 29, 30 e 31, e ciò
evidentemente è dovuto agli effetti degli anni bisestili ed alla diversa
durata dei mesi (7 mesi da 31 giorni e 4 da 30 giorni).
Prescindendo da tali
differenze che comportano una lieve diminuzione dei ritardi per i numeri
29 e 30 e più forte per il 31, e supponendo quindi che tutti i mesi
siano formati da 30 giorni, il ritardo normale dev’essere cercato
appunto in 30 numeri, e i ritardi massimi in base al numero degli
estratti, con la data di estrazione, che possono essere avvenuti dal
1871 e cioè 6.679/18 = 371 per il ritardo massimo in una ruota
determinata e 59.350/18 = 3.297 per quello in una ruota qualsiasi.
Rapporto equitativo,
probabilità di estrazione e di non estrazione, ritardo naturale e premio
unitario come per il gioco di estratto semplice su un numero qualsiasi:
ritardo
normale = 60 estrazioni;
ritardo
max. su ruota determinata = 104 estrazioni;
ritardo
max. su ruota qualsiasi = 142 estrazioni;
buon
ritardo = 92 estrazioni;
L’analisi statistica ha
messo in evidenza ritardi anche superiori a 130 estrazioni, con un
massimo registrato pari a 135 estrazioni.
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